Con il sorriso sulle labbra provano e riprovano esercizi, passi e lanci per centinaia di volte, per mesi. Devono raggiungere la perfezione, imparando a nascondere la fatica e a rialzarsi dopo i fallimenti.
In questo libro ci hanno permesso di seguirle nei lunghi allenamenti, ma anche nei momenti di pausa, in cui tornano a essere ragazze come tutte le altre. Anche nella Casa delle Farfalle di Desio, infatti, non mancano risate, chiacchiere sul divano, momenti di studio e attimi di stanchezza e sconforto. Sarà facile emozionarsi leggendo le storie di queste ragazze così straordinarie, che uniscono forza ed eleganza, determinazione e passione, con un unico, grande obiettivo: arrivare a quella agognatissima medaglia che potrebbe cambiare la loro vita per sempre…
Introduzione
“Farfalle. Le ragazze della ginnastica ritmica verso il sogno di una medaglia”, pubblicato da Fabbri Editori, prometteva — almeno per me — una lettura appassionante sul mondo della ginnastica ritmica, disciplina che seguo sempre con grande entusiasmo, sia nei documentari che nei libri. Proprio per questo avevo aspettative molto alte: mi aspettavo racconti approfonditi, aneddoti dietro le quinte, dettagli tecnici, storie personali forti.
Aneddoti personali
Essendo un’appassionata di ginnastica (artistica e ritmica), questo libro sembrava perfetto per me. L’ho iniziato con tantissima curiosità, sperando di immergermi nel percorso delle nostre Farfalle. Tuttavia, già dalle prime pagine ho capito che qualcosa non funzionava: la narrazione era estremamente semplice, quasi elementare, e soprattutto piena di ripetizioni.
Ho perfino fatto fatica a capire chi fosse davvero l’autrice, perché in copertina non è riportato alcun nome: solo controllando meglio i dettagli interni sono riuscita a identificarla. Una scelta editoriale un po’ discutibile, almeno per me.
Recensione
Il libro è chiaramente pensato per un pubblico molto giovane, forse bambine e ragazzine già fan della Nazionale italiana di ginnastica ritmica. E questo si percepisce nel linguaggio, nelle spiegazioni basilari e nella struttura che privilegia entusiasmo e motivazione, più che contenuti veri e propri.
Le informazioni fornite sono davvero poche, quasi sempre superficiali, e soprattutto fortemente ripetitive: gli stessi concetti tornano più e più volte, senza alcun approfondimento. Sembra quasi che si sia voluto “riempire” le pagine, piuttosto che costruire un racconto ricco.
Il fulcro narrativo ruota attorno alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (poi svolte nel 2021), e questo aspetto è interessante perché mette in luce l’enorme dedizione, la disciplina e la sorellanza tra le atlete. Questo è probabilmente l’elemento più riuscito del libro: si percepisce chiaramente il legame fortissimo tra queste ragazze, la loro volontà di superare insieme sacrifici e pressioni.
Un aspetto che oggi risulta però difficile da leggere con leggerezza è l’ammirazione nei confronti dell’allora direttrice tecnica Emanuela Maccarani. Sapendo tutto ciò che è emerso negli anni successivi — indagini, denunce e testimonianze sulle vessazioni subite da molte ginnaste — fa uno strano effetto ritrovare toni così celebrativi. Probabilmente, al momento della scrittura, la situazione non era ancora esplosa pubblicamente, ma il contrasto tra ciò che si legge qui e ciò che conosciamo oggi è inevitabile.
Conclusioni
Farfalle è un libro che può piacere solo a un pubblico molto giovane, già fan delle ginnaste e desideroso di un’introduzione semplice al loro percorso. Per chi, come me, ama la ginnastica ritmica e sperava in un volume ricco, dettagliato e informativo, il risultato è deludente: troppo superficiale, troppo ripetitivo, troppo poco approfondito.
Nonostante questo, rimane interessante la testimonianza dell’impegno e dell’unione delle atlete, anche se avrei voluto molto, molto di più.

