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Recensione del libro “Il segreto di Parigi” di Karen Swan

Da qualche parte, lungo le strade di Parigi, c’è un appartamento sommerso da strati di polvere e segreti: è stracolmo di opere d’arte d’inestimabile valore che sono rimaste lì, nascoste per decenni. L’incarico di valutare quei tesori è affidato a Flora, giovane e ambiziosa esperta d’arte, una donna in grado di mantenere il controllo durante un’asta da milioni di sterline, ma con serie difficoltà ad accettare un invito a cena a lume di candela. Flora ha il compito di ricostruire la storia di ogni dipinto presente nell’appartamento, per cercare di scoprire chi abbia tenuto nascoste quelle opere d’arte. Si ritrova così catapultata negli affari dei Vermeil, una famiglia del jet set internazionale che si muove tra Parigi e Antibes, e si rende ben presto conto di avere a che fare con qualcosa di poco chiaro. Xavier Vermeil sembra infatti intenzionato a porre un freno all’interesse di Flora per la sua famiglia. Che cosa nasconde? Ambientato in luoghi dalla bellezza mozzafiato e narrato con uno stile capace di avvincere il lettore, Il segreto di Parigi è un racconto intenso e impossibile da dimenticare.

Introduzione

Il segreto di Parigi di Karen Swan è stata la lettura di giugno del bookclub #PinkMonths di My Bookcrossing Life. Da lettrice che ha già apprezzato diversi suoi romanzi, mi aspettavo una storia coinvolgente, ricca di atmosfera e capace di conquistarmi come spesso le sue opere sanno fare.

Aneddoti personali

Fin dalle prime pagine mi sono accorta che a incuriosirmi più di tutto non era tanto il segreto della protagonista Flora, quanto quello del fratello Freddie. È stato proprio questo elemento a spingermi ad andare avanti, pagina dopo pagina, con la voglia di capire cosa si nascondesse davvero dietro la sua storia.

Tuttavia, rispetto ad altri libri dell’autrice che avevo amato e divorato, questo mi ha preso molto meno. È stata una lettura lenta e piuttosto impegnativa: ci ho messo davvero tanto a finirlo e, una volta svelato il segreto di Freddie, la mia attenzione è calata ancora di più.

Recensione

La trama aveva sicuramente del potenziale: il mistero legato al passato del fratello di Flora, la storia dell’appartamento di Parigi rimasto chiuso per settant’anni e la relazione con Xavier erano tutti elementi interessanti e promettenti.

Il problema, però, è che questi spunti vengono sviluppati in modo poco equilibrato. La prima parte del romanzo — che occupa la maggioranza della storia — è molto lenta e appesantita da lunghe descrizioni, soprattutto di quadri, ambienti e abbigliamento. Dettagli che, invece di arricchire l’atmosfera, a volte finiscono per rallentare la narrazione e distogliere l’attenzione dalla trama principale.

Quando finalmente arrivano le rivelazioni, queste vengono trattate in modo piuttosto rapido, quasi frettoloso, senza il tempo necessario per essere davvero assorbite dal lettore. Anche il potenziale emotivo della storia con Xavier e il mistero dell’appartamento di Parigi legato al nazismo rimangono, a mio parere, solo in superficie.

Conclusioni

Il segreto di Parigi è purtroppo una lettura che non è riuscita a conquistarmi, nonostante io sia solitamente una grande fan di Karen Swan. Aveva tutti gli ingredienti per essere un romanzo affascinante e coinvolgente, ma il ritmo lento e alcune scelte narrative poco incisive ne hanno ridotto l’impatto.

Un peccato, perché le idee di base erano davvero interessanti, ma non sono state sviluppate nel modo che mi aspettavo.

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